martedì 11 marzo 2014
Le muncipalizzate e le privatizzazioni
Si fa un gran parlare ultimamente delle aziende Municipalizzate in particolar modo quelle di Roma. Sono inefficenti, clientelari e piene di debiti. Il massiccio attacco mediatico ha come obiettivo la definitiva privatizzazione delle aziende comunali. Non c'è giornale o pseudo associazione di consumatori che non chieda al sindaco Marino di cedere quote significative delle azioni di queste aziende. Ma la storia delle municipalizzate racconta una realtà ben differente. Le aziende comunali nel corso degli anni Novanta sono state trasformate in società per azioni, con consigli di amministrazione e con un aumento esponenziale a monte di maneger e consulenti ben pagati, che hanno contribuito non poco a far sforare i bilanci aziendali. A valle i dipendenti hanno conosciuto una diminuzione degli stipendi, una massiccia precarizzazione, un aumento degli straordinari. A tutto questo va aggiunto il patto di stabilità, imposto dalla UE, una vera mannaia per i bilanci comunali unita alla massiccia riduzione dei trasferimenti dallo stato alle regioni in questi anni di austerty. Come al solito ai cittadini e utenti dei servizi si fa credere che CRisto sia morto di freddo, creando quel clima adatto all'entrata in gioco dei privati. Vorrei fare una piccola riflessione se l'azienda dei trasporti Atac venisse interamente privatizzata sarà altamente improbabile mantenere un servizio di trasporti pubblici esteso su tutto il territorio di Roma. In molte zone periferiche molte linee verranno soppresse, visto che per un privato sono un costo insopportabile, determinando la creazione di veri ghetti tagliati fuori da tutto. Ci avvicineremmo come modello di trasporti pubblici a città come Lima e Santiago del Cile dove il trasporto pubblico è pressochè assente nei quartieri popolari. Forniremo in seguito i bilanci delle aziende comunali prima della trasformazione imposta dalla logica liberista.
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