I tassi d'interesse sui i nostri titoli di stato scendono finalmente sotto il 2%, c'è chi cominicerà a dire che alla fine i sacrifici fatti avevano un senso e che l'eurozona è destinata ad avere un futuro radioso una volta superata la tempesta. Porelli, l'insipienza macroecnomica di certi analisti non va neanche commentata, ma bisogna farlo perchè protrebbe influenzare pesantemente le menti inconsapevoli.
Lo spread scende perchè la Bce sembra aver deciso d'intervenire nell'acquisto dei titoli di stato dei paesi della periferia europea. In realtà la Banca Centrale fa quello che fanno normalmente la Fed (Banca Centrale americana), la Banca Centrale giapponese ed inglese, compra direttamente i titoli di stato, dando nessuna possibilità alla speculazione finanziaria di lucrare sui tassi d'interesse. Un dato per capire quello di cui stiamo parlando: il tesoro giapponese vende i propri titoli di stato ad un tasso d'interesse del 1% avendo un debito pubblico di oltre il 200% del pil, perchè la sua banca centrale aggiusta il livello di domanda comprando direttaemnte i titoli emessi. Questo in Europa fino ad oggi non era possibile, poiche' gli stati dell'eurozona dovevano, secondo i trattati europei, andare a finanziarsi sui mercati. La politica della Bce favoriva indirettamente la Germania, benificiando del rischio insolvenza che colpiva i paesi della periferia europea, i titoli di stato tedeschi erano l'approdo sicuro per chi volesse tutelare i propri investimenti anche con interessi zero. Ora non sarà più cosi, lo scudo dell'armata Bce rende credibili i titoli dei paesi del sud europa. Gli investitori istituzionali e i grandi fondi d'investimento si dirigeranno verso i titoli di quest'ultimi. Sapendo che i mercati azionari stanno tirando il fiato dopo aver corso a più non posso in questi ultimi anni, i grandi investitori cercano investimenti certi, la liquidità non manca, manca la messa in sicurezza di tutto questo denaro e Draghi gliela offre. Be' in tutto questo Weidmann che c'entra? adesso con investimenti sicuri al 1, 50 e al 2% se foste degli investitori acquistereste titoli di stato con interessi a zero? Questo il falco tedesco lo sa e apposta si oppone in tutte le maniere all'intervento diretto della Bce. La Germania è un paese che presenta molte più fragilità di quello che si immaginano. Ha assoluta necessità di finanziarsi a tassi agevolati. I tedeschi hanno diversi problemi nel computo del debito pubblico e presentano una crescita piuttosto preoccupante nel debito privato, dopo aver compresso forzatamente la domanda interna in questi anni.http://www.manager-magazin.de/finanzen/artikel/strafzinsen-auf-sparbuch-bald-normal-wer-spart-wird-bestraft-a-1000615.html
L'economia tedesca rallenta poichè ha segato il ramo su cui era seduta, cioè i famosi PIIGS, imponendo a quest'ultimi un' assurda e inutile politica di rigore.
Alla luce di ciò è francamente improbabile che la Germania accetti alla lunga una situazione del genere, visto che l'Europa non è un entità politica concepita per veicolare meccanismi solidaristici tra i vari stati che la compongono, ma un luogo per determinare una concorrenza verso il basso dei salari e dei diritti. Inoltre tassi d'interessi bassi non determineranno un aumento degli investimenti ed è quindi altamente improbabile una vigorosa ripresa economica. Chi ha i capitali per poter investire non lo fa perchè sa che siamo immersi in una crisi di domanda, che determina una pesante deflazione e rimanderà l'investimento a tempi migliori. Per avere la certezza che i denari emessi entrino nel ciclo economico reale c'è bisogno che lo stato li spenda direttamente finanziando il suo fabbisogno (spesa pubblica) come ha giustamente osservato quest'estate sul sole24ore "il compagno" Luigi Zingales, ma per fare ciò deve rompere con i trattati europei. In realtà come predisse P.Krugman nel 1998, la Bce sta intervenendo troppo tardi e l'area euro è destinata a deflagrare.

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