martedì 2 dicembre 2014

Per quelli che coltivano ancora speranze

L'uscita di Draghi sulla necessità di tagliare i salari per salvare l'euro toglie gli ultimi dubbi a quelli che pensavano che l'euro potesse ancora salvarsi, basta riscrivere i trattati. Cosi purtroppo non è l'euro è parte integrante del processo d'integrazione europea, fatto di liberismo e di cambio rigido. Un aumento dei salari e dell'occupazione comporterebbe un aumento dell'inflazione cosa che va contro i trattati europei che esigono un inflazione del 2%. Draghi sa benissimo che per riportare in equilibrio la bilancia commerciale dei paesi in deficit è necessaria una compressione dei salari dei lavoratori, visto che la leva monetaria (svalutando) non puo essere utilizzata. Il meccanismo è stato ben congeniato fin dall'inzio, attraverso l'introduzione di una serie di parametri che rendessero impossibile qualsiasi politica economica alternativa e soprattutto qualsiasi agiustamento di prezzo. Ergo è impossibile immaginare una alternativa economica mantenedo l'euro. Questo purtroppo a sinistra si fatica ancora a comprendere. Il tempo passa l'eurozona diventa sempre più insostenibile e il rischio che il break up (rottura dell'eurozona) venga gestito da una destra liberista si fa sempre più concreto.

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